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Arbitri Roller Club Biasca

Squadre
Marco Pace
Steff Jordi
Massimo Rebughini
Gianni Fermi

Marco Pace
 
di Marco Maggini
Il roller visto con gli occhi dell’arbitro

«Il roller è una seconda famiglia, consiglio a tutti di provare a fare l’arbitro».
Bastano poche battute con Marco Pace e la passione per ciò che fa ti contagia. A 42 anni quando ne parla si illumina come un ragazzino. Grazie a molta passione e costanza è riuscito, in soli 5 anni, a diventare arbitro di serie A e sogna un giorno di arbitrare la coppa del mondo.
L’avventura con il roller è iniziata dopo aver deciso di concludere la carriera come arbitro di hockey e non esita a definirla un vero e proprio colpo di fulmine. «Di questa realtà non sapevo nulla, nemmeno le regole», ci dice, «ma l’ambiente che ho trovato non mi ha fatto avere nessun dubbio».
Quali differenze ci sono, rispetto all’hockey?
È un altro mondo. Nell’hockey l’arbitro è vissuto quasi come un ‘fastidio’ anche all’interno del proprio club. Spesso ci si dimentica che l’arbitro, proprio come i giocatori, può sbagliare. Nel roller ci si sente a casa, personalmente la considero una seconda famiglia. Posso tranquillamente affermare che questa esperienza ha cambiato la mia vita in positivo. Capita anche che la famiglia mi segua quando arbitro ed è una cosa molto apprezzata anche dalle società che vado ad arbitrare.
Può succedere che in pista si surriscaldino gli animi, ma tutto è contestualizzato alla partita. A differenza di altri sport c’è molto rispetto per la figura dell’arbitro.
Cosa serve per fare l’arbitro di roller?
Ci vuole sicuramente una grande passione e il piacere di fare sport. Il ruolo dell’arbitro, secondo me, permette, anche a chi non ha il talento o la prestanza fisica eccelsa, di raggiungere livelli impensabili come giocatore. Penso ad esempio a tutti i ragazzi che praticano l’hockey a livello giovanile: sono pochi quelli che possono arrivare in lega nazionale A, quindi è importante informare un giovane capace e volenteroso, ma che per mancanza di tecnica o fisico non potrà arrivare tra i professionisti, della possibilità di fare carriera come arbitro.
Descrivi la giornata tipo.
Come per un giocatore, un arbitro serio si prepara sia fisicamente sia mentalmente durante la settimana per essere pronto nel weekend. Bisogna cercare di arrivare il più possibile rilassati alla partita, diminuendo i fattori di stress, perché un arbitro nervoso lo trasmetterà ai giocatori. Conta ovviamente anche l’alimentazione. Prima e durante i match è molto importante la collaborazione e la comunicazione con il collega. Da questa stagione abbiamo gli auricolari e questo è indubbiamente positivo. È poi utilissimo riguardare le partite per poter fare autocritica e crescere.
Come si diventa arbitri?
Ci si iscrive all’interno di un club, la formazione come candidato arbitro è un corso di mezza giornata in cui viene spiegato un po’ cos’è il roller e le regole base. A fine stagione si segue il corso di un weekend dove ci sono tutti i candidati dell’anno precedente e gli arbitri ufficiali. A quel punto viene deciso in che categoria si arbitrerà, in base ai risultati ottenuti sul campo e alle proprie aspirazioni. C’è un test fisico (corsa), un test teorico e le ispezioni durante le partite. Si viene seguiti sia dal responsabile arbitri del proprio club sia dalla federazione. Si sa esattamente cosa ci si aspetta da te. Al termine della prima stagione sportiva sei ufficialmente un nuovo arbitro e da lì inizia la tua carriera.
Quali sono i tuoi obiettivi?
Il mio obiettivo personale è ottenere il tesserino di arbitro internazionale. Il mio sogno è quello di arbitrare alla coppa del mondo. Il ruolo dell’arbitro permette di raggiungere livelli che come giocatore sono raggiungibili solo per pochi. Nel roller non c’è un limite di età per l’arbitro, quindi consiglio a tutti, in particolare ad arbitri di altri sport, di provare. Quest’esperienza mi sta dando davvero moltissime soddisfazioni, desidero ringraziare tutta la società e Gianni Fermi che è stato il mio mentore.
Chi fosse intereressato a diventare arbitro può inviare una mail al seguente indirizzo: pace76@bluewin.ch
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